Videosorveglianza e privacy

Anche in materia di videosorveglianza, il garante per la protezione dei dati, in accordo con il comitato europeo per la protezione dei dati, è intervenuto a fissare e dettare delle regole precise per la gestione di tali sistemi e dei dati con essi trattati. Sono stati indicati tra le altre cose, l’esatta forma e contenuti dei cartelli di avviso, le regole per la gestione e la conservazione dei dati raccolti (video, foto, ecc. ), la liceità per la raccolta dati ed altro ancora.
Il Garante ha chiarito, che l’attività di videosorveglianza va effettuata nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati riguardo alla scelta delle modalità di ripresa e alla dislocazione dell’impianto, e che i dati trattati devono comunque essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite. In base al principio di responsabilizzazione, poi, spetta al titolare del trattamento (un’azienda, una pubblica amministrazione, un professionista, un condominio…) valutare la liceità e la proporzionalità del trattamento, tenuto conto del contesto e delle finalità dello stesso, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Il titolare del trattamento deve, inoltre, valutare se sussistano i presupposti per effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati prima di iniziare il trattamento.
In merito all’informativa agli interessati, l’Autorità ha chiarito che può essere utilizzato un modello semplificato (esempio un specifico cartello) contenente le informazioni più importanti e collocato prima di entrare nell’area sorvegliata, in modo che gli interessati possano capire quale zona sia coperta da una telecamera.
Di particolare importanza, infine, le indicazioni sui tempi dell’eventuale conservazione delle immagini registrate: salvo specifiche norme di legge che prevedano durate determinate, i tempi di conservazione devono necessariamente essere individuati dal titolare del trattamento in base al contesto e alle finalità del trattamento, nonché al rischio per i diritti e le libertà delle persone. Al riguardo il Garante ha sottolineato che i dati personali dovrebbero essere – nella maggior parte dei casi (ad esempio se la videosorveglianza serve a rilevare atti vandalici) – cancellati dopo pochi giorni e che quanto più prolungato è il periodo di conservazione previsto, tanto più argomentata deve essere l’analisi riferita alla legittimità dello scopo e alla necessità della conservazione.
Tutte queste direttive, più altre ancora, sono state inserite nelle Linee guida 3/2019 sul trattamento dei dati personali attraverso dispositivi video, Versione 2.0, adottato ed entrato ufficialmente in vigore il 29 gennaio 2020.
Ricordiamo però, che la videosorveglianza nei luoghi di lavoro è comunque normata e soggetta al rispetto di quanto previsto dalla legge 300/70 ( statuto dei lavoratori ) e SMI.
Questo fa si che un sistema di videosorveglianza possa essere sottoposto a controlli e quindi passibile di sanzioni in caso di irregolarità, sia per quanto riguarda la privacy dal garante della privacy, sia per quanto riguarda i diritti del lavoratore dall’Ispettorato del lavoro.
Di conseguenza, è evidente la necessità di individuare un equilibrio fra interessi contrapposti di rango costituzionale che da un lato pongono le aspettative delle aziende in materia di sicurezza, ma dall’altro puntano alla tutela della privacy ed a quella dei lavoratori.
Il team della Tutor Consulting è in grado di gestire correttamente entrambi gli aspetti evitando così problemi legali alle aziende che vogliano ricorre a tale strumento; a tal proposito possiamo citare vari interventi fatti dai nostri esperti a risoluzione, per varie aziende nel torinese, di sanzioni ricevute a seguito di ispezioni, per una non corretta gestione della videosorveglianza nei propri ambienti di lavoro.

I NOSTRI CLIENTI

Contattaci ora per chiedere informazioni

Non esitare a scriverci per richiedere maggiori info sui nostri servizi

Grazie per il messaggio. E' stato inviato.
Errore nell'invio del messaggio. Si prega di riprovare.